Le Pagelle di Benetton - Connacht

La Benetton domina quasi tutti gli 80 minuti di gioco, in fase di possesso e nelle fasi statiche, ma concede una meta negli ultimi 3 minuti dopo una difesa nuovamente insufficiente, e torna a casa con 1 solo punto in classifica.

Se alcune prestazioni, in particolare in prima linea, sono molto positive, altre sono nettamente negative.

Ecco quindi le pagelle della prima partita della Benetton:

  1. Matias Medrano: 7

    Domina completamente un internazionale come Bealham in mischia chiusa, e si vede con dei placcaggi trancianti in difesa.

  2. Bautista Bernasconi 7

    Le due mete da maul sono belle, ma è il lavoro a campo aperto che fa la differenza. Uno dei migliori placcatori della partita, oltre a un turnover forzato e tanto lavoro sporco.

  3. Simone Ferrari: 6.5

    Van Wyk se lo sognerà ancora per tanto tempo, dopo quello che gli ha fatto in mischia chiusa.

  4. Niccolò Cannone: 6

    La quantità di lavoro fatto è tanto: porta 14 volte la palla, placca quando la squadra si trova a difendere. Però l’avanzamento è quasi inesistente. Serviva probabilmente un’efficacia maggiore per fare la differenza.

  5. Federico Ruzza: 5.5

    Sempre solido in touche, ma nel gioco aperto non basta. Poco presente in un attacco biancoverde sempre in movimento.

  6. Giulio Marini: 6

    8 placcaggi e 6 carries, ma forse non efficace quanto settimana scorsa. Bene in touche.

  7. Michele Lamaro (C): 6

    Complicato da giudicare. Fa 76 minuti stupendi, dove in difesa si presenta con 8 placcaggi e un turnover pesantissimo nei suo 22, e in attacco è uno dei maggiori distributori di pallone, creando un ottimo link fra avanti e trequarti, oltre a portare bene avanti la palla. Però, c’è una nota stonata gigantesca: è suo il placcaggio sbagliato su De Buitlear nel finale, che porta alla quarta meta di Connacht.

  8. Riccardo Favretto: 6

    Buona presenza in mezzo al campo, una partita sufficiente per il ritorno ad 8.

  9. Alessandro Garbisi: 4

    La prestazione è nettamente insufficiente. Due calci dalla base dritti fuori (sul secondo viene assolutamente graziato dal guardalinee), tanti passaggi completamente sbagliati per tutti i 70 minuti, rallentando completamente l’azione. Una direzione di gioco che ha neutralizzato in partenza quasi tutte le occasioni biancoverdi. Poteva fare meglio sulla meta di Prendergast.

  10. Jacob Umaga: 6

    Il piano d’attacco in teoria è ottimo, e Umaga fa un gran lavoro nel condurlo. Se in qualche momento sembra che la squadra non riesca ad avanzare, si trova sempre una seconda opzione. Lo spazio al largo si crea, sempre, ma non sempre si riesce a far arrivare la palla. Qualche passaggio sbagliato non aiuta la manovra, ma per il resto la conduzione è buona.

  11. Onisi Ratave: 3.5

    Una partita da dimenticare il prima possibile. Almeno 2 mete di Connacht vengono da errori diretti suoi. Sulla prima, Prendergast gli corre contro e lui si sposta, mentre in occasione della seconda si sposta dalla guardia della ruck per andare dietro, e lascia il buco che fa segnare O’Brien; per la terza, arriva in recupero dall’ala opposta, e si fa battere all’interno un po’ facilmente da Frawley (non sarà un suo errore diretto, ma poteva fare ben di più). In attacco, non fa mai la differenza.

  12. Leonardo Marin: 6.5

    La sua meta viene da una giocata bellissima, dritta dal campo d’allenamento: un passaggio pullback in corsa millimetrico per Umaga, e un gran sostegno alla bella linea di Gallagher. Alterna tanti palloni portati a una buona distribuzione, ma qualche errore di troppo arriva. Lui e Umaga non sono sempre sulla stessa pagina, e così si perde 2/3 palloni di troppo.

  13. Paolo Odogwu: 6

    10 carries e 9 placcaggi completati, a segno di una partita di duro lavoro più che di splendore.

  14. Louis Lynagh: 5.5

    Palla in mano commette vari errori, fra cui 2 palloni caduti in ottime occasioni offensive. Sui pochi palloni alti, mette insieme una buona contesa ma non vince mai. Poteva fare decisamente di più in occasione dell’ultima meta.

  15. Matt Gallagher: 5.5

    La linea che prende in occasione della meta di Marin è stupenda, ed in generale appare molto più efficace di prima in attacco. Non perfetto in difesa, dove forse poteva reagire più in fretta sulla prima meta di Frawley, anche se è stata eseguita davvero alla perfezione, e sicuramente poteva posizionarsi meglio sull’ultima meta.

  16. Siua Maile: 6

    Qualche pallone portato nei 20 minuti giocati, ma poco impatto.

  17. Mirco Spagnolo: 7

    In 27 minuti, travolge la promessa irlandese Sam Illo in tutte le mischie e forza un turnover decisivo nei suoi 22. Che impatto.

  18. Tiziano Pasquali: 7-

    Entra anche lui al 53esimo, e anche lui usa la sua esperienza per dominare un’altra promessa irlandese, questa volta Billy Bohan. Il 21enne di Connacht si è trovato a cadere, andare indietro o trovarsi laterale ogni volta, tutto grazie a una capacità di Pasquali di “giocare” con lui impressionante.

  19. So’otala Fa’aso’o: N/A

    Torna dall’infortunio e gioca solo 9 minuti.

  20. Antony Miranda: N/A

    Non entra in campo, peccato.

  21. Andy Uren: N/A

    Sorprendentemente, entra anche lui al 71esimo. Avrebbe potuto cambiare l’andamento se fosse entrato prima.

  22. Jean Smith: 6

    Gioca esattamente 15 minuti, 10 a centro a fine primo tempo per Odogwu, e 5 alla fine per l’infortunio di Mendy. Non prende un passaggio di Umaga (non perfetto) per una giocata interessante, e sembra un po’ “fragile” in difesa, anche se alla fine efficace. Sarebbe bello vederlo più tempo a capo dell’attacco, per capire veramente cosa può offrire.

  23. Ignacio Mendy: N/A

    Entra solo al 69esimo, ma deve riuscire infortunato dopo soli 6 minuti. Una brutta perdita.

Wayne Pivac: 6

Nonostante le tante opinioni contrastanti lette online, Pivac sta chiaramente costruendo un progetto importante, e bisogna avere pazienza. La rosa è forte, ma oggettivamente meno degli ultimi anni, e ogni giocatore si deve adattare a un modo di giocare COMPLETAMENTE diverso, portato da due allenatori completamente estranei alla piazza, che a loro volta si devono adattare a Treviso.

La teoria si vede che è ottima. Dominare il possesso, costruire multifase e mantenere la palla fino all’apertura dello spazio. Sta funzionando, gli spazi si aprono, e si avanza. Mischia e maul continuano a essere dominanti, e ottime piattaforme per costruire queste fasi di gioco. I palloni cadono, perché i giocatori devono ancora adattarsi.

Serve pazienza, perché si vede chiaramente il criterio del progetto, e il potenziale è alto.

Detto questo, il risultato è un peccato, una seconda partita completamente dominata ma “buttata” all’ultimo. Alcuni cambi andavano fatti prima probabilmente, anche se probabilmente la “paura” era perderseli in caso di infortunio. Forse una gestione nell’immediato diversa avrebbe cambiato il risultato, ma non lo sapremo mai.

Il grande problema è questa difesa molto molto fragile, purtroppo una costante delle squadre allenate da Pivac. Più che la struttura, sembra quasi essersi persa la tecnica di base. Vedremo come evolverà questa situazione.

Indietro
Indietro

Le Pagelle di Cardiff - Zebre

Avanti
Avanti

XV TIPO: MOGLIANO VENETO RUGBY 26/27