Prima vittoria per la nuova Italia di Sciamanna

Vittoria Ostuni Minozzi in azione contro il Giappone nel 2024, Photo: Federugby

Un inizio straripante per l’Italia nelle WXV Global Series, che vince per ben 55-21 con un Giappone mai veramente in partita.

Le segnature azzurre arrivano da una doppietta di Muzzo, e mete di Frangipani, D’Inca, Vecchini, Duca, Ostuni Minuzzi, Sgorbini e Tonellotto, con un 1/2 al piede per D’Inca, un 3/5 per Granzotto e 1/2 per la subentrante Rigoni.

Lato Giappone, marcature di Asagi, Kure e Kawamura, tutte trasformate da Nishi con 3/3 al piede.

La cronaca della partita

L’Italia parte subito forte e dopo soli 2 minuti va a segno con Aura Muzzo. Un cross kick perfetto di Stevanin viene recuperato dall’ala azzura che lotta a contatto e marca in bandierina. Non trasformata dal centro azzurro D’Inca.

Passa poco tempo di dominio azzurro, e al sesto minuto un buco preso da Alessandra Frangipani aumenta ancora il distacco. Una linea diagonale stupenda e la seconda linea arriva intoccata oltre la linea in mezzo ai pali, 12-0 secco.

La risposta del Giappone non tarda. Una maul molto avanzante punisce le Azzurre dopo un fallo molto evitabile, ed è Asagi a segnare con un pick and go. I nipponici entrano in fiducia e sfrutta un’altra touche nei 22m italiani per impostare un altro drive avanzante, concluso proprio dalla tallonatrice Kure. Vantaggio Giappone, 12-14 in soli 14 minuti giocati.

La partita continua ad essere dominata quasi esclusivamente dall’Italia, che non riesce però a incidere nel match. Bisogna aspettare l’exploit personale di Alyssa D’Inca, che trova un buco a bordo ruck dai suoi stessi 22m, rompe 3 placcaggi, scambia il pallone con Stefan e marca in mezzo ai pali, per una facile trasformazione di Granzotto.

Dopo soli 4 minuti, al 27esimo, è questa volta la maul italiana a dominare, e dopo una touche a 5m, è Vecchini a timonare e raggiungere la linea. Trasformazione mancata dall’ala degli Exeter Chiefs.

Il primo tempo si chiude con un’ultima marcatura azzurra. Palla aperta a Muzzo che prende l’esterno dell’ala giapponese, e un doppio offload suo e di Stevanin mettono nello spazio Giordana Duca; la seconda linea rompe un placcaggio e trascina due difensori in area di meta, 31-14.

Il momentum non cambia nel secondo tempo, e l’Italia capitalizza le occasioni che crea. Un’altra touche vinta, due fasi al lato aperto e poi un ritorno al chiuso chiamato dalla capitana Vittoria Ostuni Minuzzi che riceve da Stefan e si infila fra due difensori per portare le Azzurrre sul 36-14. La meta è storica, perché oltre ad essere nel suo 50esimo cap e nel primo da capitana, rappresenta anche la sua 21esima marcatura con la Nazionale, un nuovo record.

Il gioco rallenta ma il trend non cambia. Il 43-14 arriva con Francesca Sgorbini. Un pallone portato dominante dopo la bella giocata da punizione giocata veloce.

Ulteriore allungo firmato da Margherita Tonellotto. Il flanker italiano vince un impatto a pochi metri e marca sotto i pali l’ennesima meta costruita da una touche solidissima. Trasformazione riuscita per la subentrata Beatrice Rigoni, appena rientrata con il gruppo della Nazionale.

Il Giappone reagisce per la prima volta del match al 75esimo minuto, con un pick and go vincente di Kawamura, trasformata da una perfetta Nishi.

La nona ed ultima meta italiana è quasi una copia identica della sesta. Fasi di pick and go e carry nei 22 giapponesi da touche vinta, e un ritorno al lato chiuso, questa volta di Bitonci, permette a Ostuni Minuzzi di fissare due difensori e dare un offload ad Aura Muzzo, che segna la seconda personale. Rigoni sbaglia la trasformazione.

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